Messaggero Veneto del 4 dicembre 2009 Qui sotto articolo trascritto
Nel tradizionale presepio allestito nella chiesetta di Santa Cecilia, nella parte retrostante del duomo di Spilimbergo, quest'anno un angolo sarà dedicato alla Valbruna, e in particolare all'edificio sacro tanto caro ai residenti nel borgo, la chiesetta dell'Ancona. Dalle sapienti mani del maestro falegname Giuseppe Zuliani, meglio conosciuto come Bepi Jacumina, è nato questo modello in legno della chiesetta. Una riproduzione accurata, molto dettagliata, alla quale l'artigiano ha lavorato con dedizione. Il risultato potrà essere apprezzato da tutti gli spilimberghesi, e non soltanto, nell'ambito del presepio di Santa Cecilia, ma chi l'ha visto in anteprima sostiene che si tratti di un lavoro notevole, quasi un'opera artistica. Lo si può intuire dalla foto che pubblichiamo a fianco, con Bepi Jacumina accanto al modello dell'Ancona davanti alla porta d'ingresso della sua bottega di vicolo Pordenone, sopra la quale un'insegna recita "Jacumina marangons dal 1843", a testimoniare la lunga tradizione familiare della lavorazione del legno della famiglia Zuliani. Dal capostipite Francesco ai figli di questi Napoleone e Silvio e poi a Vittorio, padre di Giuseppe e di Silvio, prematuramente scomparso, tutti hanno dato dimostrazione nel corso degli anni delle loro abilità nel laboratorio della Valbruna, dal quale sono usciti, negli anni di metà e fine Ottocento, anche mobili per i conti di Spilimbergo che abitavano nel palazzo di Sopra, attuale sede municipale. La riproduzione in legno di Bepi Jacumina è soltanto l'ultima testimonianza del legame degli abitanti del borgo con la chiesetta dell'Ancona. Infatti c'è da ricordare come con i proventi della festa della Valbruna del 2007 si sia potuto sistemare il tetto della sacrestia e come grazie alla generosità di un residente, Giancarlo Frigimelica, sia stata rifatta la pavimentazione in mosaico. Eretto nel 1672 sui resti di un precedente sacello, l'edificio sacro fu ampliato a inizio Settecento e presenta la tipica struttura delle chiesette devozionali: aula unica allungata, presbiterio poligonale, portichetto che si innesta nella facciata sostenuto da cinque colonne, più una torre campanaria sul lato sinistro. Sono molti gli ex-voto che fanno riferimento alla Madonna dell'Ancona, protettrice dalle insidie del fiume Tagliamento, quando il collegamento con la sponda sinistra era costituito soltanto da un guado, sempre pericoloso da attraversare. |