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Il Gazzettino del 15 agosto 2008

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L'8 agosto, mentre a Pechino si inauguravano le Olimpiadi, a Spilimbergo si preparava un altro evento, un po' più piccolo: la chiusura totale del borgo Valbruna alle macchine. Ma ora, a distanza di qualche giorno, gli abitanti della zona si sono riuniti per dire la loro. E' stata una riunione d'altri tempi, perchè i convenuti si sono dati appuntamento all'aperto, in uno dei vicoli che caratterizzano la borgata. Erano in 55, in rappresentanza di altrettante famiglie, ognuno con la sua sedia portata da casa. Una riunione "esemplare per correttezza e civiltà" è stata definita dagli stessi partecipanti, che hanno evidenziato come qui si mantenga un vero "spirito di borgata".

Ma di cosa si è parlato e che cosa è stato deciso? L'argomento al centro della discussione, come detto, la decisione dell'amministrazione comunale di interdire alla sosta delle automobili tutta la borgata. La decisione era stata assunta e da tempo annunciata, per liberare la zona dall'assedio dei veicoli e valorizzarla dal punto di vista turistico. «Noi ci siamo adeguati subito alle disosizioni - spiega Stefano Tracanelli, portavoce dell'assemblea - tanto è vero che già dal 9 agosto il borgo era sgombro, tranne qualche eccezione ma di automobilisti non residenti. Tuttavia bisogna capire anche che la Valbruna non è un monumento, ma un borgo di persone e una scelta così importante incide parecchio sulla vita della gente».

I residenti si sono detti d'accordo sulla necessità di introdurre delle regole di circolazione e sosta. La vita nella storica borgata (esiste come zona residenziale da 800 anni) era stata sconvolta nel momento in cui l'allora sindaco Gerussi aveva deciso di trasferire la sede municipale in palazzo di Sopra. Da allora il traffico è cresciuto in modo esponenziale per l'afflusso dei dipendenti comunali, dei professionisti e degli utenti. Inizialmente erano stati concessi dei permessi di sosta ai residenti, poi introdotte le strisce blu, infine introdotta una deregulation.E adesso è suonato il fuori tutti, che però, secondo i residenti, dev'essere rivisto «anche perchè - spiegano - la salvaguardia del centro storico non può avvenire a discapito di chi ci abita. Siamo favorevoli alle restrizioni, ma devono essere condivise». I capifamiglia hanno pertanto messo a punto una lettera al sindaco Francesconi, chiedendogli un incontro per esporre le loro ragioni e cercare una mediazione.